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Ecco verranno giorni ...
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“Ecco verranno giorni, oracolo del Signore nei quali realizzerò le promesse di bene” (Ger. 33.14)Il “Natale”, nascita di Gesù Cristo Nostro Signore, è il compimento di queste “promesse di bene” profetizzate da Geremia. E' troppo banale lamentarci dicendo che il Natale di oggi non è più quello di una volta, che si sono persi i valori, che è solo un fatto consumistico, ecc., ecc..Domandiamoci “Ma come interpretiamo e viviamo la nostra vita?”. “Viviamo nella certezza che le promesse saranno mantenute?”. Abituati a voler vedere realizzato tutto e subito, non siamo più capaci di “andare oltre!”, di pensare e vivere nella dimensione dell'infinito, per cui “la realizzazione delle promesse di bene” è motivo profondo di illuminazione e di senso della nostra esperienza umana vissuta nella fede. Nella fedeltà alla “promessa di Dio”, abbiamo le ragioni della nostra speranza, della nostra attesa.L'attesa messianica di questa venuta ci fa essere “vigilanti” di una vigilanza operosa e contemplativa, perché animata dalla preghiera incessante: “vigilate pregando”.La preghiera incessante ci fà contemplare la presenza nativa di Dio nella storia dell'umanità, in quel “bambino” c'è la realizzazione delle”promesse di bene”.Vivere il Natale per noi ci impegna ad essere sentinelle che scrutano l'orizzonte per penetrare il cammino della storia, illuminate dal “bambino appena nato”.Perciò non lasciamoci prendere dal sonno e riconosciamo che siamo ancora abitati dalle “promesse di bene” che ci fanno vivere sempre l'infinito di Dio nel bambino Gesù che nasce per noi.“Ecco verranno giorni, oracolo del Signore, nei quali realizzerò le promesse di bene. (Ger. 33.14)”Natale è sempre quello di ieri, di oggi, di domani, perché il Natale è infinito, eterno, perché Dio mantiene le sue promesse.Don Guerrino
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